consapevolezze,  non lo so

Stupore, la mia medicina

Poco fa un’amica, a proposito della mia foto sullo stato di whatsapp (che metto assolutamente a caso, quasi sempre animali), mi scrive “…metti spesso lo stupore nel tuo stato… mi fa sorridere di tenerezza… bello! Ciao!” e boom! Lo stupore.

Mi accorgo, mentre leggo le sue parole e cerco una risposta, che lo stupore è la mia medicina.

E’ il sollievo che io sperimento dall’azione della mia mente, che è così forte e sempre sul pezzo. In quel sollievo, in quel silenzio, in quella momentanea impossibilità di trovare un senso e una logica, si apre la spensieratezza, una porta sull’immensità, sulla possibilità, su quel “ma come…” che rimane a mezz’aria senza una conclusione.

La sorpresa, persino minuscola, agisce sul mio corpo e anche se spesso è la frazione di un niente, la riconosco. E’ qualcosa che mi zittisce, mi schiude la bocca in uno spiraglio di incontrollabilità (che chiamerebbe la mano a tapparla se fosse un grande stupore), mi ossigena in un breve inspiro improvviso a cui segue una pausa e un immenso (oppure tacito ed impercettibile) “wow!”.

In quel momento si toglie il prezioso tappeto d’arredo su cui muovo ogni passo e che ho confezionato personalmente, con cura, in una vita di strategia e doveri e protezione. Sollevato il pesante decoro, può salire l’energia dal profondo, l’autentica me per un istante di silenzio e di tutto.

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