Counseling

Scrivere questa pagina che ha lo scopo di illustrare quello che faccio e, di conseguenza, cos’è il counseling è stata una delle sfide più difficili.
Mi sono arrovellata nel tentativo di far passasse il messaggio rassicurante e accogliente che ho sperimentato, per prima, durante la mia formazione professionale e nel mio percorso di crescita personale. Anche perché sono convinta che ci sia bisogno di questo, di ascolto empatico e di accoglienza delle persone per ciò che sono.

In realtà quello che alla fine sono riuscita a far sgorgare spontaneamente e senza il “fine” di conquista di un potenziale Cliente è che il percorso che propongo, come counselor, prevede grande coraggio. O, per essere più precisi, cuoraggio, una licenza linguistica che ricorda e risalta l’origine della parola.Gli incontri richiedono di “stare con” tutte quelle parti di ciascuno, in particolare quelle che non vogliamo vedere perché non ci piacciono o non vogliamo sentire nella convinzione che non sia necessario, che si può vivere ugualmente.

Invece si può solo sopravvivere ugualmente. Con una fatica non consapevole, rappresentata dallo sforzo innaturale di non permetterci ciò che siamo davvero, qualche volta anche tristi o fragili o spaventati… Convinti come siamo di dover essere “migliori” e di non poterci far vedere sbagliati. Lo sforzo di restare in questo gioco di aspettative a tutti i costi, di modificare con la sola forza di volontà qualunque emozione o disagio si affaccino in noi, è tale da richiedere l’intervento di una sorta di “pilota automatico” di supporto che ci faccia andare comunque avanti nella vita, senza però essere attivi partecipanti di ciò che desideriamo profondamente e di cui abbiamo davvero bisogno.

Il counseling offre ai coraggiosi esploratori di se stessi un campo di competenze professionali, di empatia e strumenti idonei per accogliere il Cliente e sostenerne la ritrovata consapevolezza, senza comprometterne il viaggio con i tipici rimandi del mondo esterno che condizionano le persone ad essere solo ciò che gli altri vorrebbero fossero.

Un breve viaggio accompagnato e sicuro per passare dal sopravvivere, causato dall’accettazione/riconoscimento degli altri (che ci condiziona per quanto si detesti ammetterlo), alla “vivenza” generata dall’accettazione/riconoscimento di se stessi, libera dai condizionamenti genitoriali e sociali, serena nel contatto con la propria essenza. Potremo a quel punto esercitare la “forza di volontà” e tutte le nostre capacità o attitudini per essere o fare ciò che veramente vogliamo per noi stessi.

Un percorso per uscire dal nichilismo in cui rischiamo di restare intrappolati per la paura di soffrire, come se la sofferenza fosse il pericolo maggiore, intenzionati a non vedere che proprio in questo atteggiamento è evidente la nostra dipendenza dalla paura. Paura di soffrire.

Naturalmente questo viaggio è anticipato da un incontro conoscitivo gratuito durante il quale è possibile approfondire questi pochi concetti e le specifiche esigenze del Cliente.

Nasce il sentimento, nasce in mezzo al pianto e s’innalza altissimo e va…
e vola sulle accuse della gente a tutti i suoi retaggi indifferente,
sorretto da un anelito d’amore, di vero amore.”
Mogol