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Sogno che non ci sei.


Sogno un mondo senza televisione nel quale vado curiosa (curiosa, si!) dalla vicina di casa ucraina per sapere cosa succede. E siccome sono curiosa, resto a lungo da lei e la lascio sfogare… Oltre a dirmi come stanno i suoi condividendo le sue paure e preoccupazioni, mi racconta anche che stanno litigando con i loro vicini di casa perché sono filo russi.

Sogno un mondo senza televisione dove la mia cliente adolescente si sente bella perché un ragazzo le ha sorriso. Un ragazzo ha sorriso proprio a lei, che assomiglia a lei stessa, con i suoi colori e le sue forme che può rimirare allo specchio, anche per ore, senza paragoni da grande fratello.

Sogno un mondo senza televisione in cui la solitudine si sente perché c’è silenzio e possono germogliare strategie creative per non sentirsi soli. Le case si riempiono di musica, di letture, di chiacchiere,… e le strade di passeggiate, di sguardi attenti, di natura gloriosa.

Sogno un mondo senza televisione dove vado a fare la spesa perché mi accorgo che ho bisogno di alcune cose, quelle che servono a me, alla mia casa, ai miei cari con una lista pulita dalle strategie di marketing e del 3×2.

Sogno un mondo senza televisione dove l’argomento a cena è ispirato alla mia giornata, e alla tua, accaduta a noi veramente, ricca delle nostre soddisfazioni e delle paure rispetto a ciò che ci è accaduto, su cui abbiamo opinioni originali e che hanno scatenato le nostre emozioni. E grazie al confronto, possiamo finalmente manifestarle, conoscerle, sfogarle.

Sogno un mondo senza televisione dove la sera posso permettermi di crollare su un libro alle dieci e dormire 9 ore con i sogni liberi, l’aria pulita e il buio della notte.

Sogno un mondo senza televisione dove le verità sono tante quante sono le esperienze dirette, dove si impara a dibattere nel contesto rispettoso delle relazioni reali, dove l’effetto dell’educazione si sente nelle orecchie tramite le risposte veramente rivolte a noi, senza filtri e sentito dire.

Sogno un mondo senza televisione dove il canone lo destino a una mostra sul rinascimento, dove il costo del nuovo decoder lo uso per una cena sul lago, lo spazio sul mobile lo riempio di piante e quello in discarica diventa un’oasi protetta. Dove la politica si fa in piazza parlando di persona con i rappresentanti che rispondono alle domande, ascoltano i dubbi e vivono la vita vera. Dove la cronaca è quella della mia città rispetto alla quale posso esserci, verificare, contribuire o contestare.

Sogno un mondo sintonizzato sul canale del Cuore.